27/01/17

What We (don't) Do In The Shadows

Esistono i vampiri classici, vere e proprie icone di stile e raccapriccio (Bela Lugosi, Christopher Lee, etc.), i moderni vampiri glitterati e bellocci à la Twilight, e così via... fino ad arrivare a questi squinternati succhia-sangue neozelandesi, provenienti da diverse terre ed epoche lontane e accomunati da una convivenza da coinquilini in un sinistro appartamento di Wellington. 






Sin da subito le macchine da presa di questo gustoso mockumentary sottolineano il gap "mostruoso" tra le usanze antiche di questi vampiri ed il loro forzato adattarsi alla modernità con stupore e goffaggine, per poi sfociare in dei modi cool e di tendenza (perché, si sa, il vampiro è figo e fa stile). Le vite di questi dannati zannuti procedono tra banchetti improvvisati a base di emoglobina e gag esilaranti fintanto che non arriverà un umano a rovinare la loro routine scombinandone i piani.
Da qui in avanti sarà un tripudio di sangue e frattaglie, sketch segnati da un black humour neozelandese (british, indeed) che fa del grottesco la sua arma vincente per stupire lo spettatore e pestare forte sul pedale dell'originalità calpestando e prendendosi beffa di decenni di video-stereotipi vampireschi e mostrandoci delle figure affascinanti perché non esenti da difetti e vizi tipicamente umani.
La coppia di talentuosi registi ci regala dei ritratti deliziosi di questi strambi Dracula in bilico tra vintage e modernità, ognuno con le sue peculiari caratteristiche ed un differente modo di relazionarsi con i propri "coinquilini" notturni. Come insegna la Psicologia della Gestalt, "il tutto è più della somma delle singole parti" ed anche in questo caso l'amalgama di characters complementari tra loro e ricchi di sfumature e contrasti è ciò che maggiormente appaga lo spettatore. Se si aggiungono poi una fotografia mirabile, costumi accuratamente kitsch, dialoghi esilaranti, musiche balcaniche incalzanti e piccoli cliffhanger piazzati qua e là, ciò che fuoriesce copioso dal calderone è un piccolo grande film che senza significativi effetti speciali o artifici tecnici vince a mani basse sul versante dell'originalità regalandoci Viago, Vladislav, Deacon e Petyr, quattro succhia-sangue che non si dimenticano tanto facilmente.
In fondo, ammettiamolo, vampiri e umani a ben guardare sono molto più simili di quanto le tradizioni vogliano farci credere.



P.S. Da non perdere nemmeno la serie tv The Flight of the Conchords, ideata da Jermaine Clement, la geniale mente che, assieme a Taika Waititi, ha dato vita al gioiellino What we do in the Shadows.


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